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Chiesa San Michele Arcangelo - ScopriAmo Lascari

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Chiesa San Michele Arcangelo
A partire dal 1700, don Gaetano Ventimiglia, barone di Gratteri, faceva edificare una chiesa attigua alla torre d’avviso del suo feudo Carbone, che ne divenne la torre campanaria e attorno a cui prese man mano corpo l’odierna Lascari. La chiesa inizialmente venne dedicata a San Francesco d’Assisi e successivamente a San Michele Arcangelo. Ha una pianta a croce latina a tre navate, quella centrale dedicata a San Michele Arcangelo, quella di destra al SS. Crocifisso e quella di sinistra al SS. Sacramento.

Le navate sono separate da tre campate di archi a tutto sesto posti su pilastri a base quadrata, quelle laterali hanno una semplice copertura lignea, mentre quella centrale ha un bellissimo tetto a capriate. Il transetto forma due cappelle laterali con copertura a volte a crociera, mentre quella centrale è a forma semicircolare e inquadrata da un arco trionfale con copertura a catino.

Il prospetto principale e la copertura sono stati totalmente ristrutturati nel 1950, il sagrato sollevato da sette gradini e il portale d’ingresso, rivisitato in stile neogotico è sormontato da un rosone con ai lati due piccole finestre circolari. Sulla destra, si trova il campanile con la campana donata dal principe Ventimiglia alla sua gente che riporta la seguente incisione: “Comes Gaetanus De Vigintimilliis Baro Gratteris Princeps pulcri montis terrae Lascaris conditor ecclesiae fundator anno 1700” - “Conte Gaetano Ventimiglia, Barone di Gratteri, Principe della terra di Belmonte, fondatore della Chiesa di Lascari anno 1700”.

La famiglia Ventimiglia donò alla chiesa vari oggetti preziosi, un ostensorio, una croce e una pisside in argento, un secchiello aspersorio, un vasello per gli olii del battesimo e due grandi paliotti in stile barocco, databili tra la fine del 1600 e gli inizi del 1700, realizzati in marmi policromi intarsiati con la tecnica dei “marmi mischi”. Di grande valore artistico, i due paliotti potrebbero essere attribuiti stilisticamente a Domenico Magrì e Filippo Dedia, marmorari palermitani che, nello stesso periodo, avevano realizzato i paliotti per la chiesa palermitana della Immacolata Concezione al Capo.

Oltre al quadro della “Deposizione” e dell’”Annunciazione”, meritevoli di nota sono le tele della “Madonna del Rosario” e di “San Cono Abate”, oli su tela, risalenti probabilmente alla prima metà del 1700. Ed infine, l’opera che maggiormente impreziosisce la chiesa, è il Crocifisso realizzato presumibilmente nell’ultimo quarto del XVII sec., in legno di conifera, attribuibile allo scultore Andrea Brustolon (Belluno 1662-1732), protagonista del barocco veneziano. Il SS. Crocifisso, a cui i lascaresi sono molto devoti, è un simulacro di alto valore artistico sia dal punto di vista stilistico che espressivo. Da non perdere è la suggestiva festa che si celebra in suo onore, da qualche anno, la prima domenica di luglio, in cui viene portato in solenne processione da dodici uomini scalzi vestiti di bianco che simboleggiano gli Apostoli.


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Tutti i diritti riservati | Ideazione e progetto Salvo Ilardo
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